Monastero Domenicane Suore di Sant'Anna
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Lectio Divina sul Vangelo di Luca 16,1-13
“L ‘amministratore infedele”
LECTIO


a) Struttura del brano


Riguardo la struttura di questo pericope evangelica si potrebbe riscontrare la divisione del brano in due parti:
Una prima parte in cui Gesù racconta la parabola, e una seconda parte in cui Egli fà delle considerazioni.
i )Abbiamo un inizio in cui Gesù racconta ai suoi discepoli la parabola riguardante un amministratore infedele.
2)Dopodichè Egli pone una distinzione tra i figli della luce e i figli delle tenebre.
3)Segue un insegnamento di Gesù intorno al “servo fedele”.
4)Abbiamo una conclusione in cui Gesù contrappone il servizio di Dio e il servizio a mammona, quasi in parallelo ai figli della luce e i figli delle tenebre.


                              b) Confronto sinottico


La parabola dell’amministratore infedele, è una pericope specifica dell’evangelista Luca. Alla fine del brano, però, troviamo alcuni detti di Gesù che riscontriamo anche in altri evangelisti, sebbene in contesti diversi.
In Matteo 25,21, nella” parabola dei talenti” leggiamo: “Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco ti darò autorità su molto, prendi parte alla gioia del tuo padrone”. Un segno di fedeltà al servizio di Dio è la buona fruttificazione dei doni che Egli ha fatto all’uomo.
Ancora, in Matteo 6,24 nel contesto del”Discorso della montagna”, a conclusione di quel discorso, Gesù ammaestra i discepoli dicendo:”Nessuno può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, o preferirà l’uno e disprezzerà l’altro: “Non potete servire a Dio e a mammona “.
In questo contesto servire Dio è accogliere la nuova legge promulgata da Gesù.
Ancora, in Luca 19,17 nella “parabola delle mine” troviamo scritto:” Gli disse: “Bene bravo servitore: poichè ti sei mostrato fedele nel poco ricevi il potere sopra dieci città”
Oltre a queste somiglianze dei vangeli sinottici, anche in Giovanni 8,12
riscontriamo un riferimento al simbolismo della luce.
Leggiamo: “Di nuovo Gesù parlò loro” Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita”.
Ne consegue che quanti seguono Gesù come discepoli si rivelano verifigli della luce.


C) La frase centrale del Vangelo di oggi, la troviamo nelle parole dette da Gesù a conclusione del brano: “Non potete servire a Dio e a mammona”.
La parola chiave di questa frase è il termine “servire”.
Letteralmente il termine “servire” significa varie cose: essere soggetto forzatamente a qualcuno,prestare l’opera propria, fare il bene,fare il proprio ufficio, essere atto o disposto ad un fine, prestare servizio, sottostare, obbedire, amministrare provvedere, somministrare, disservire, dipendere.
In latino servire significa ministro, e questo sostantivo è attribuito sempre al sacerdote in quanto “ministro di Dio “.
Nella Bibbia la parola servire ha un profondo significato teologico; infatti la liberazione dell’uomo come schiavo e assoggettato ad un altro uomo, dipende dalla sua soggezione a Dio: come ci dice la liturgia “servire Dio è regnare”.
Nelle scritture leggiamo che “Jahvè è un Dio geloso”, per cui se vogliamo servire Dio dobbiamo dipendere dalla sua parola e obbedirgli così come è scritto in Matteo 4,10 e Deuteronomio 6,13 “Obbedirai il Signore Dio tuo e servirai a Lui solo”.
Il servizio inoltre si esplicita e si manifesta nel culto e nella condotta retta.
Il sacerdote è il maggior rappresentante del servizio perchè egli è il responsabile dell’ interpretazione degli oracoli.
Il servizio di Dio, però non si limita semplicemente al culto rituale, ma principalmente implica obbedienza dei dieci comandamenti, come è scritto nel Deuteronomio 15,15-22; 5,29 e in 1 Samuele 15,22: “l’obbedienza èpreferibile al miglior sacrWcio”.
Gesù nel vangelo di Matteo ci ricorda che servire Dio esclude ogni altro culto e che in ragione dell’amore che lo ispira deve essere integrale.
Egli, precisa il nome del rivale che può creare ostacolo a questo servizio: il denaro, il cui servizio rende ingiusti,(Lc 16,9) e infatti l’apostolo definisce il culto del denaro “idolatria”.
Come ricorda Luca al versetto 13, la rinuncia alle ricchezze è necessaria per chi vuol essere “servo di Dio”.
La forma più assoluta di servizio di Dio, la troviamo proprio nel suo Figlio Gesù Cristo, che viene sulla terra per servire il Padre.
Egli fin dall’infanzia afferma che è venuto sulla terra per occuparsi delle cose del Padre suo.(Lc 2,49)

Infatti tutta la vita di Gesù esprime la dipendenza assoluta dalla volontà del Padre, e questa necessità del servizio assoluto lo conduce fino alla croce, segno e rivelazione del suo immenso amore per gli uomini.
In Giovanni 14,30 Gesù dice:”bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre e agisco come il Padre mi ha ordinato”. Affermazione questa che esprime l’assoluta dipendenza di Gesù da Dio, e il suo amore infinito, caratteristiche di un servizio fedele al volere di Dio.
Servendo Dio “con parole ed opere”, Gesù salva gli uomini, e nello stesso tempo rivela loro il tipo di servizio che il Padre gradisce; egli vuole che gli uomini servano i loro fratelli come ha fatto Lui stesso;infatti in Marco 10,45 Gesù afferma: “il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita”. E in Giovanni 13,15 dice: “Io vi ho dato l’esempio, il servo non è maggiore de/padrone”, mentre in Luca 22,27 Gesù dice:” io sono in mezzo a voi come colui che serve”.
Anche l’apostolo Paolo, ricorda a quali condizioni il servizio cristiano sarà degno del Signore. Nella lettera ai Romani è detto che tutti i cristiani attraverso il battesimo sono passati dal servizio del peccato al servizio di Cristo e della giustizia nella libertà; e in Galati è scritto che i cristiani servono Dio come figli e non come schiavi perchè lo servono nella novità dello Spirito.
Infatti la grazia li ha fatti passare dalla condizione di servi a quelli di amici di Dio, e permette loro di servire così fedelmente il Signore da essere certi di partecipare alla sua gioia.


                                          MEDITATIO


Il messaggio che Gesù ci comunica in questo brano di Luca, è la buona amministrazione delle nostre ricchezze. Infatti, Gesù conclude il brano col detto “Non potete servire a Dio e a mammona”.
Gesù esorta i discepoli a non diventare schiavi del denaro, ma usare il denaro per fare del bene ai poveri e accumulare così un tesoro nel cielo.
Imitare un poco, per così dire, la condotta di quell’ amministratore; non la sua infedeltà, ma il suo darsi da fare con urgenza per mettere al sicuro il suo futuro rinunciando ad un bene terreno e immediato.
Così ogni cristiano è chiamato non a rinunciare primariamente alle ricchezze terrene, ma ad usarle saggiamente,sia per non divenire schiave di esse, sia per essere fedeli al servizio di Dio. Questo significa “Servire Dio “.
Inoltre in Matteo 10,16 Gesù raccomanda ai discepoli:”Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”.
Servire fedelmente Dio vuol dire imitare Gesù e accogliere la sua signoria nella propria
vita; è solo alla luce di questa signoria che le realtà terrene acquistano il loro vero valore, perchè, certamente del denaro non si può fare a meno, ma usare questo mezzo materiale per creare comunione con i fratelli significa essere dei saggi amministratori.

 
                                       ORATIO

 
Signore, aiutaci ad essere veri servitori del Regno dei cieli, donaci la saggezza e la sapienza del cuore nell’amministrare le ricchezze terrene,perchè siano di sollievo ai poveri, eperchè il nostro tesoro è nel cielo e non sulla terra. Fà che il nostro sguardo sia sempre rivolto ai beni celesti perchè sono i beni che durano in eterno e danno valore e consistenza alle realtà della terra.

 Per Cristo nostro Signore.

Amen.




 

 
 
 

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